Il Michael Jackson pericoloso per sé e per gli altri di “Dangerous”

Ultimo recupero (per la cronaca: mi dilettai a massacrare anche Atari Teenage Riot, Byrds, Deep Purple, Lenny Kravitz, Iggy Pop e Uriah Heep) dalla lista dei “100 album da evitare” pubblicata sul numero 9 di “Extra”.

Michael Jackson - Dangerous

Sì, d’accordo, è come sparare sulla croce rossa. Sì, è vero, Michael Jackson è personaggio che da tempo suscita più che altro compassione, un povero freak la cui salute mentale peggiora evidentemente di anno in anno e che solo l’incommensurabile ricchezza ha finora tenuto fuori dalle cliniche, per non dire (ricorderete vari scandali a sfondo pedofilo soffocati a suon di milionari accordi extragiudiziari) dalle galere. Tristissimo percorso di una vita che non è mai stata normale, giacché un indiscutibile talento per il canto, il ballo, la composizione faceva di Michael Joseph Jackson una star sempre sotto i riflettori dei media quando, più che un ragazzino, era ancora un bambino vivace e tenerissimo. Costui è innanzitutto una vittima e crediamo che su questo si possa essere tutti concordi.

Ma qui parliamo di musica e la pietà che umanamente gli riserviamo viene meno. Se credete che “Dangerous” sia pessimo, è perché non avete ascoltato “Invincible”, suo successore e schifezza per assemblare la quale Jackson ha impiegato quei dieci anni. Se credete che “Dangerous” sia pessimo, più “Bad” di quel “Bad” che lo precedette di quattro anni e già mostrava indizi di caduta libera, è perché avete ascoltato e come minimo rispettato (se non amato) “Thriller”, album per un soffio fuori dai nostri 500 fondamentali. Di esso “Dangerous” è una sorta di nemesi, con Madonna (non accreditata) al posto di Paul McCartney e Slash in luogo di Eddie Van Halen, e la medesima voglia di dire la propria sul pop mettendo ritmi danzerini sotto melodie scivolose e sfumando i confini fra bianco e nero. C’è un piccolo particolare che non quadra: là c’erano le canzoni, qui no. Là arrivavi alla fine e le canticchiavi tutte, qui un attimo dopo non ne ricordi nessuna. “Dangerous” (che pure totalizzò quei quattro milioni di copie) è il ritratto di un artista e di un uomo che vanno disintegrandosi. Verrà di peggio. Che diamine! A che punto di disperazione bisogna arrivare per plagiare Al Bano?

Pubblicato per la prima volta su “Extra”, n.9, primavera 2003.

24 commenti

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24 risposte a “Il Michael Jackson pericoloso per sé e per gli altri di “Dangerous”

  1. Enrico Murgia

    Rimaniamo in attesa della Top Ten 83-88 😉

  2. alex

    a mio modesto parere il semplice fatto che thriller non trovi spazio nemmeno nella vostra top 500 (mica 20!) la dice lunga sul fatto che la tua asticella di valutazione anche delle altre “perle” cada inesorabilmente verso il basso…. non che voglia giustificare mediocrità come “invincible” però…. è corretto dare a michael quel che è di michael….

  3. Giulio

    Ma chi ha scritto questa cosa è solo un pezzo di merda mal informato . Informatevi prima di scrivere

    • Sono oltre trent’anni che lo faccio scrupolosamente. Quando scrissi questo pezzo erano già più di venti. Informati tu prima di scrivere, amico Giulio, e contesta nel merito, non insultando.

  4. Rusty

    Oddio, vista la santificazione perpetua di Michael Jackson in atto da alcuni anni, l’insulto lo devi mettere in conto. Siccome non ho mai amato il talentuoso Michael, mi chiedo se sia io che non capisco un cazzo o siano tutti gli altri che esagerano. E’ la solita vecchia storia: meglio tre accordi di Keith Richards, che l’opera omnia di Michael Jackson.

  5. In Italia c’è chi ascolta musica, chi ne scrive(va), chi ha creduto di capirne e poi c’è il Venerato Maestro

  6. Concordo su “Invincible” (che infatti doveva esserci tra quei 100 da evitare), ma sei proprio sicuro che un “Dangerous” sia così peggiore di un “3121” o d’un “Art Official Age” del sempre e comunque Venerato Principe?

  7. http://it.wikipedia.org/wiki/Dangerous_%28album_Michael_Jackson%29
    Qua troverai un resoconto di tutte le minchiate che hai scritto in questo articolo! chiudi sto sito e datti all’ippica (Y)

  8. David Nikolson

    L’articolo si apre con “mi DILETTAI a massacrare ecc ecc…” questo vuol dire che lei prende la critica musicale come un divertimento e non come un argomento serio. L’ articolo è un esempio. Si presenta come qualcosa di superficiale e inesatto.
    “Madonna (non accreditata)”: Madonna non compare minimamente in quell’album. Probabilmente lei non ha nemmeno dato occhiata al booklet o ai credits dei brani.
    “Ritmi danzerini sotto melodie scivolose”: non vedo nessun problema nel cimentarsi o pubblicare qualcosa di “danzerino”, come dice lei. Per quanto riguarda le melodie scivolose, lei ha studiato melodia? Non mi venga a dire che lei ha esperienza e ha scritto per tanti giornali, perchè non vuol dire niente. Riascolti il tappeto musicale presente nei vari brani.
    “Là arrivavi alla fine e le canticchiavi tutte, qui un attimo dopo non ne ricordi nessuna”: è la cosa più soggettiva che possa esserci.
    “A che punto di disperazione bisogna arrivare per plagiare Al Bano?”: spero sia una battuta, che potrebbe essere anche divertente. In realtà, sia Jackson che Al Bano, per le loro rispettive canzoni, si ispirarono ad un brano popolare di origini indiane. Ad avvalorare questa tesi, c’è la presenza di un terzo brano, God Bless you degli Ink Spots (pubblicato alla fine degli anni ’30 credo), anche questo ispirato da quel pezzo popolare indiano.
    Insomma, mi sembra più un semplice attacco fine a se stesso. Poca costruzione e argomentazione.
    Cordiali saluti.

      • David Nikolson

        Caspita, se lei mi cita wikipedia dove chiunque può scrivere, allora possiamo essere sicuri al 1000 per cento.
        “Secondo un’intervista del 1992 con il giornalista britannico Jonathan Ross, Madonna ha affermato di aver lavorato sul testo della canzone, ma quando presentò il lavoro a Michael, questi giudicò il testo troppo provocante per i suoi gusti”. Ergo la demo originale (più che demo si tratterebbe il testo), venne accantonata e scartata.
        .

  9. Ghost WRTR

    Nel gruzzolo della bruttezza c’è una moneta: un lato è pesante come l’oscurità della ragione, è il lato dei fondamentalismi; l’altro lato è leggero come le luce su un palco, è il lato dei fandamentalismi. Nessuno vuole mischiare sacro e profano ma tutti, se vogliono fare acquisti sui banchi dell’ossessione e dell’ottusità, devono usare quella moneta.

  10. alfonso

    Proprio vero che la cosa più divertente quando si (ri)pubblicano certe stroncature è leggere le reazioni scomposte del fan offeso a morte. Poi boh, a me fa ridere pensare che Dangerous sia stato il primissimo disco comprato in vita mia, e qualche anno fa me lo sono pure ripreso in cd perché, citando un’altra recensione in quella meravigliosa lista dei cento da evitare, “con gli anni ci si affeziona pure alle schifezze”. Detto da uno che oltre a considerare off the wall e thriller capolavori salverebbe pure mezza scaletta di Bad ecco.

  11. Anch’io ce l’avevo! Poi l’ho regalato a mia sorella che ha poco gusto.
    Comunque dai, due o tre pezzi li si poteva salvare se non ricordo male.

    • alfonso

      Sì sì, e pure i pezzi più cafoncelli rientrano nella lista dei piaceri colpevoli che ogni tanto è giusto concedersi. E poi per me ascoltare smooth criminal è come inzuppare la medeleine nel tè per Proust, c’è immediato ritorno all’infanzia

  12. Shitbeard

    Di Jackson salvo solo “Off The Wall”. Come uomo, solo e soltanto immensa agape.

  13. Alessio

    Come si fa a scrivere una recensione cosi banale,senza conoscere nulla dell’opera di cui si parla?4 milioni di copie?ma nella prima settimana intendi?La voce di Madonna?ma che trip assumi?
    Recensisci fave o zucchine la prossima volta!

  14. Anonimo

    MUST SEE…………
    /la-copertina-misteriosa-dellalbum-dangerous/
    …………..
    MJ faked his death to expose the NWO..That’s why no more news & rumors, that’s why MJ Memorial TRIBUTE 25.06.2010 at OLIMPIC STADIO Rome was cancelled

    http://www.facebook.com/Michael-Jackson-La-FINTA-Morte-ILLUMINATI-1066402416713959/?fref=ts

  15. Ilaria

    Ritengo molto ridicolo e infantile paragonare la vita artistica a quella privata ( che tra l’altro invito a informarsi di più sulla vicenda della pedofila ed ecc perché lei ha fatto la figura dell’ignorante in merito).
    Che delle canzoni non le pacciono, non intendo dire nulla un contrario( ognuno a i suoi gusti) ma, per lo meno, parli per se: se un album le fa schifo a lei è un conto, ma non vuol dire che faccia schifo al resto del mondo come è stato scritto.
    Se posso dire la mia, ritenengo che chi abbia scritto la recensione sia stato preso troppo dalla vicenda personale del cantante. Secondo me uno che scrive una recensione di un album, libro, film ec ecc debba avere le conoscenze necessarie e che deve dare una valutazione obbiettiva.

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