Nada Surf – Never Not Together (Barsuk)

Nel momento in cui scrivo è appena partito il tour con il quale i Nada Surf promuoveranno questo loro nono album in studio. Dopo gli USA toccherà undici paesi europei Italia compresa. Roba grossa, insomma, e testimonianza che il quartetto fondato nel 1993 dal chitarrista e cantante Matthew Caws e dal bassista Daniel Lorca, cui danno man forte dal ’95 (a quell’altezza i Newyorkesi avevano pubblicato solo un singolo e inciso un EP) il batterista Ira Elliot e dal 2010 il chitarrista Doug Gillard, può contare su una platea di cultori di buona consistenza nonostante nella sua ormai lunghissima carriera solo all’inizio abbia gravitato in orbita major. Li raccomandava alla Elektra Ric Ocasek (che firmava anche la regia del debutto in lungo “High/Low”) e la sua intuizione era subito premiata da un singolo, Popular, di più che discreto successo. Ma la casa discografica metteva becco nel secondo album, “The Proximity Effect”, il gruppo non gradiva e veniva licenziato subito dopo l’uscita del disco. Da allora, con l’isolata parentesi di un “Live In Brussels” che resta splendido bignamino della prima produzione della band e vedeva la luce nel 2004 per una succursale EMI, i Nada Surf sono uno dei nomi di punta (quando non si autoproducono) della indie Barsuk.

Lungo preambolo per sottolineare una volta di più che è incredibile che nessuna multinazionale provi ad accaparrarsi un gruppo dal potenziale clamoroso. Se So Much Love potrebbe appartenere ai Fleetwood Mac dell’epoca aurea, Come Get Me e Something I Should Do avrebbe potuto scriverle Tom Petty per “Southern Accents” e Mathilda pare una hit perduta degli Smashing Pumpkins. Nemmeno i pezzi più incisivi, palma che spetta a Looking For You, che parte con un incantevole coro di voci bianche prima di raddensarsi e scatenarsi.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.417, febbraio 2020.

1 Commento

Archiviato in archivi, recensioni

Una risposta a “Nada Surf – Never Not Together (Barsuk)

  1. Paolo B.

    Uno dei miei gruppi del cuore. Li ho ascoltati dal vivo in un piccolo locale a Milano in occasione dell’anniversario di Let Go, che hanno riproposto interamente. Molto bravi. La loro Killian’s Red è tra le mie canzoni preferite, così come la cover che hanno fatto dei Depeche Mode, favolosa.

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