Il primo disco brutto di Sting (che poi ne farà di peggiori)

Tutti a celebrare oggi i settant’anni di Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting. Io che sono un po’ monello lo faccio a modo mio ripescando, non per la prima volta, una stroncatura del terzo LP dei Police tratta dal numero di “Extra” in cui ci divertimmo a redigere una lista di “100 album da evitare”.

The Police – Zenyatta Mondatta (A&M, 1980)

Non c’è due senza tre, giusto? Due titoli insensati e fessacchiotti a battezzare due album solidi e irrestistibili come “Outlandos D’Amour” e “Reggatta De Blanc” ed ecco: declinando il più incisivo reggae bianco di sempre sul lato pop dei Clash, i Police diventano le prime vere superstar espresse dalla new wave. Vale la pena di insistere e allora tirano fuori un titolo che più cretino non si può e anzi sì, visto che il singolo che lo accompagna nei negozi si chiama De Do Do Do, De Da Da Da. Che disdetta che dimentichino di metterci dentro qualche canzone come si deve. Di decente da qui, se si è di bocca assai buona, si può cavare una Driven To Tears che era peraltro stata scartata dai dischi prima e il funkettino Voices Inside My Head. A esagerare, Don’t Stand So Close To Me, orecchiabile ma un’ombra appena di una Roxanne, una Message In A Bottle, una Bring On The Night, una Walking On The Moon. Polveri bagnate, troppo poco reggae, troppa voglia di monetizzare in fretta la fama appena conquistata. “Ghost In The Machine” e “Synchronicity” rimetteranno a posto le cose, prima che Sting cominci a sfornare in proprio lavori che in qualche caso faranno rimpiangere “Zenyatta Mondatta”, che quantomeno non è pretenzioso.

Pubblicato per la prima volta su “Extra”, n.9, primavera 2003.

7 commenti

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7 risposte a “Il primo disco brutto di Sting (che poi ne farà di peggiori)

  1. Massimo Sarno

    In linea di massima condivido tutti i giudizi espressi nell’articolo. Personalmente considero SYNCHRONICITY l’album piu` maturo della band, superiore dal punto di vista compositivo anche a GHOST IN THE MACHINE, interessante ma un po`autocompiaciuto. Non conosco granche` la discografia solista di Sting, ma ricordo che, quando ero al liceo molte persone che conoscevo dicevano un gran bene del suo primo album. Tu che ne pensi?

      • Nicola

        Al netto, fuor di dubbio

        Non li ascolto da molto tempo, ricordo però anche Nothing like the sun come un buon disco, ai tempi trovai qualcosa di “vivo” anche su Soul Cages.

        Da lì in poi overdosi di leziosità, mestiere e tanta noia (anche se confesso che ballad come Fields of gold e Shape of my heart riescono ancora oggi ad emozionarmi, non fosse altro che per quella, unica, voce)

  2. Rusty

    Uno dei misteri del rock: la metamorfosi di Sting, da irresistibile capobanda dei Police a solista pallosissimo, autore di album che ad ascoltarli ti viene voglia di far girare Vamos a la Playa. Bah!

  3. Paolo Backstreet Iglina

    Il primo di Sting è un ottimo disco mentre Nothing like the sun alla lunga stanca (anche se è suonato da Dio, più una considerazione personale), poi dischi da divo ma devo dire che il live registrato in quel 11 settembre 2001 l’ho trovato molto “toccante”.

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