Quello tranquillo degli Who: John Entwistle

Avendo scioccamente tirato qualche riga di cocaina di troppo, lui che già qualche problema con il cuore lo aveva avuto, tredici anni fa a oggi ci lasciava John Entwistle. Lo ricordavo così sulle pagine del settimanale “Il Mucchio”, scrivendo quando ancora le cause del prematuro decesso non erano note.

John Entwistle

“Un uomo quieto che suonava musica fragorosa”, ha detto di lui il non più Rolling Stone Bill Wyman, amico, collega di strumento e di stardom. E quietamente John Entwistle se n’è andato, morendo nel sonno in un albergo di Las Vegas nella notte fra il 26 e il 27 giugno, a poche ore dall’inaugurazione di una mostra di suoi dipinti e disegni in una galleria della città del Nevada e a due giorni dall’inizio di un tour americano degli Who. Non c’entrano i drogati e alcolici eccessi che poco meno di ventiquattro anni fa si portarono via il suo compagno di sezione ritmica Keith Moon, o se c’entrano è perché la vita non fa sconti e i vizi talvolta li paghi pure decenni dopo: nulla, al momento in cui andiamo in stampa, sembra indicare che il decesso non abbia avuto cause naturali. Un infarto, probabilmente, e del resto si sapeva che Entwistle qualche problema con il cuore l’aveva avuto.

Era quello tranquillo degli Who, quello seminascosto in un angolo del palco e invisibile fra un’uscita pubblica e l’altra, ove Moon era il folle burlone, Roger Daltrey il proletario incazzoso, Pete Townshend l’intellettuale disposto a farsi sovversivo. Il che non gli ha impedito di segnare in profondità la storia del rock, determinante nella nascita di uno dei gruppi che maggiormente hanno contribuito a forgiarla negli anni ’60 e nei primi ’70, bassista venerato per uno stile che univa un’eleganza innata a una potenza inaudita. E allora poco conta che il suo apporto compositivo sia stato modesto e i suoi album in proprio non esattamente memorabili. Sta altrove la sua importanza. Un altro ragazzo degli Who se n’è andato “prima di diventare vecchio” e come farà Daltrey a cantare una volta di più quei versi di My Generation? Fatto è che li canterà. Lui e Townshend vanno avanti e quando leggerete queste righe il tour sarà in pieno svolgimento. “È quello che avrebbe voluto John”, hanno detto i suoi stessi congiunti. Possibile. Mette però a disagio questa incapacità dello spettacolo di fermarsi dinnanzi alle tragedie. Almeno per una volta. Almeno per un po’.

Pubblicato per la prima volta su “Il Mucchio”, n.495, 16 luglio 2002.

4 commenti

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4 risposte a “Quello tranquillo degli Who: John Entwistle

  1. Era quello tranquillo però il suo basso caratterizzava non poco il suono del gruppo.
    Già dopo la morte di Keith Moon il suono del gruppo era cambiato in modo inequivocabile, dopo la perdita di John Entwistle direi che l’uso del nome “The Who” può essere giustificato solo per motivi strettamente alimentari.

  2. Un genio. E un maestro del basso, con uno stile tutto suo e originale. Come è dei grandi artisti.

  3. DaDa

    Da culto il tiro al piattello su “The kids are alright” in cui mr. Entwistle spara ai dischi d’oro!

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