I migliori album del 2017 (12): Clap! Clap! – A Thousand Skies (Black Acre)

Ha provveduto Paul Simon, in un’intervista a “Rolling Stone” in cui raccontava la genesi del suo più recente album, a sintetizzare al meglio il perché la musica di Clap! Clap! risulti tanto fascinosa: è che suona nel contempo nuova e antica. Il lettore a cui sia sfuggita una delle storie più singolari del pop degli ultimi anni deve sapere che, separati oltre che da un oceano da varie generazioni (quattro decenni tondi), Simon e il produttore e dj Cristiano Crisci venivano messi in contatto dal figlio del primo che, innamoratosi del debutto con questa ragione sociale, “Tayi Bebba”, lo faceva ascoltare al padre. Il seguito è noto: tre brani prodotti dall’artista fiorentino (in precedenza noto con il geniale pseudonimo Digi G’Alessio) in “Stranger To Stranger”, che hanno avuto il grande merito di fare conoscere Clap! Clap! molto oltre l’ambito di provenienza. Che è quello di un’elettronica organica, profondamente influenzata dalla formazione jazz di Crisci e costruita facendo ricorso a campionamenti per lo più di origine africana ma con puntate anche nel folk nostrano. Musica che se non disdegna il dancefloor in nessun modo può essere circoscritta nei recinti della techno o della house. In egual misura funk e visionaria e avete gettato un occhio alla bellissima copertina di “A Thousand Skies”? Non potrebbe appartenere all’Herbie Hancock dei primi ’70?

A proposito: piacerebbe senz’altro a costui Ode To The Pleiades, ritmo pulsante ed estatica melodia araba che preparano la via a uno stupendo assolo di pianoforte di Nicola Giordano. Brano capolavoro di un disco che il capolavoro lo sfiora destreggiandosi fra afrobeat e scorci onirici, downtempo e dubstep, le “musiche possibili” di Jon Hassel e il post-hip hop di scuola Stones Throw.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.386, aprile 2017.

1 Commento

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Una risposta a “I migliori album del 2017 (12): Clap! Clap! – A Thousand Skies (Black Acre)

  1. Roberto Remondino

    Bel disco davvero, avevo colto Clap! Clap! nel disco di Paul Simon ma questo onestamente mi era sfuggito dal radar. Già recuperato però. Ciao Eddy, R. Remondino.

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